A zero km all’ora
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A zero km all’ora

Di solito sono un tipo che corre « soprattutto in auto »: così dicono i miei ragazzi dell’oratorio che fanno la coda per fare un giro emozionante con me. Ma ci sono alcune occasioni in cui vorrei fermarmi per sempre ad ammirare, a contemplare. Questo succede spesso in montagna, di fronte a un paesaggio e in questi giorni qui al mare, davanti a questo golfo meraviglioso. Anche di notte guardo le stelle e rimango incantato da quelle luci tremanti e grandiose. Molte volte mi capita di restare in silenzio, senza parole, dopo l’incontro con qualche persona che mi ha esposto un grave problema o mi ha fatto partecipe di una grande gioia.
Tante volte, dopo aver ascoltato le confessioni, mi sono fermato davanti al Signore in silenzio: una sola parola avrebbe guastato tutta la gratitudine, lo stupore, la gioia che c’era nel mio cuore per aver contemplato, toccato con mano la misericordia di Cristo, il suo amore per noi uomini e la possibilità che mi ha donato di essere il tramite del suo amore e del suo perdono.
Cosa c’entrano queste riflessioni con il nostro argomento?
Vedi, non basta fermarsi un momento a riflettere alla luce della fede e guidato dallo Spirito per avere dei frutti, bisogna saper sostare, ammirare, gustare, stupirsi, fare un’esperienza un po’ prolungata facendo vibrare tutta la nostra vita.
Se vuoi cogliere il significato più profondo delle cose e della vita, non devi aver fretta, non puoi fare come quando cambi continuamente canale con il tuo televisore e riesci a vedere contemporaneamente tre/quattro telefilms.
Le cose belle bisogna gustarle e più ci si ferma ad ammirarle, più le conosciamo e più ci parlano.


Come un bambino


Se vuoi imparare a meditare devi avere l’atteggiamento del bambino che vuol risentire sempre la stessa favola per penetrarla sempre più a fondo.
Un salmo dice: « Ripetimi, o Signore, la parola con la quale mi hai suscitato la speranza » (Salmo 118).
Lasciati prendere anche tu dallo stupore, dalla meraviglia, impara a contemplare, imparerai ad amare.
Prova anche tu a ripetere più volte, lentamente, una preghiera, leggendo parola per parola, pensando ad ogni frase, entrando nel pieno significato e gustandone la bellezza.
Prova con il « Padre nostro » o con il « Ti adoro ».
Se avrai fatto bene questo esercizio scoprirai quanto queste semplici parole siano ricche.
Un’altra proposta può essere quella di ripetere, ripensando alla tua vita, le prime parole che il Signore ha detto su di te il giorno del tuo battesimo, quando sei entrato a far parte della sua famiglia, quando sulla tua esistenza è sceso lo Spirito Santo che ti ha reso figlio di Dio.
Ripeti queste parole, segno della benevolenza e dell’amore di Dio per te.
«  Io ti battezzo ... nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ».
Scrivi il tuo nome, quel nome con il quale il Signore ti conosce fin dalla creazione del mondo e che è scritto nel libro della vita presso il Padre.

Signore, tu mi conosci

Puoi pregare adagio con le parole del Salmo 138:

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando mi siedo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.


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