Cadabra
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Cadabra


C’era una volta un vecchio mago saggio e buono che abitava in una grotta nascosta tra le cime della montagna. Viveva con lui anche un giovane discepolo venuto dal paese per imparare i segreti della sapienza ma soprattutto per scoprire il segreto di un anello misterioso che il vecchio possedeva. Bastava una parola e dall’anello usciva uno spirito obbediente che faceva tutto quanto gli veniva ordinato, al suono di un’altra parola ritornava obbediente a riposare. Per il saggio questa era un’occasione per fare del bene a tutta la gente che giungeva fin lassù carica di dolori e problemi. Un giorno però, il vecchio dovette scendere al paese, e per paura di perdere il prezioso anello, lo affidò al giovane amico raccomandandogli di usarlo il meno possibile e solo in caso di necessità; le due parole magiche erano « ABRA » e « CADABRA ».
Per un po’ di tempo tutto filò liscio, ma un giorno, lasciandosi vincere dalla curiosità e dalla golosità, il discepolo ordinò all’anello: « Abra, portami dell’acqua, della farina, perché voglio preparare una bella focaccina ». Lo spiritello cominciò a portare acqua e farina; acqua e farina; acqua e farina; acqua,... ma il ragazzo non riusciva a ricordare la seconda parola e così, in breve tempo, la grotta fu piena di acqua e di farina che poco alla volta si allargò all’intorno. Il giovane smemorato dovette gettare l’anello e fuggire per scampare al disastro. Dicono alcuni che ancor oggi lo spirito non si sia fermato. Su tu lo incontri, ricorda la parola: « Cadabra ».

Una parola magica

Certo, questa è solo una favola, ma pensandoci bene, quanto è successo a quel ragazzo non è poi così fuori del normale.
Anche oggi il nostro mondo sembra essere posseduto da uno spiritello in continua agitazione che mette in pericolo anche la nostra vita.
Sembra che l’uomo abbia dimenticato la parola magica o non la voglia più ricordare. « Chi si ferma è perduto », sembra la legge dei nostri giorni. Non siamo più abituati a fermarci un po’... Vuoi un esempio? Tu..., che stai leggendo queste pagine, forse stai già sbuffando, vorresti correre al televisore e svolazzare tra un canale e l’altro. È difficile oggi, per un ragazzo della tua età, fermarsi un poco, solo un poco, qualche minuto.
Attorno a te tutto corre: corrono le macchine, corrono le persone; forse non te ne accorgi nemmeno. Corri per prendere l’autobus al volo perché quello seguente arriverà troppo tardi e poi ti richiedi: « cosa faccio tre minuti fermo ad aspettare? ». Se sei in auto passi con il giallo e, se proprio ti ha sorpreso il rosso, sei pronto a scattare appena esce il giallo « per gli altri ».
Se guardi alla tua giornata, scopri di essere come un pezzetto di legno sulla riva del mare, sempre in movimento, portato dall’onda avanti e indietro, sembra quasi che siano gli altri a guidare la tua vita.

Ti offro queste poche pagine per aiutarti a prendere in mano la tua esistenza. So di proporti una cosa impegnativa, difficile, ma spero di rendertela il più piacevole possibile. Certo, leggere costa sempre più fatica che non guardare la TV. Ma poiché non possiedo ancora la TV privata, voglio arrivare anche a te, in casa tua, con queste pagine. Tu stesso deciderai il giorno e l’ora per il nostro incontro. Ti consiglio di leggere un capitolo al giorno, adagio, senza fretta, pensando a quanto ti dirò. Io cercherò di essere il più breve e bravo possibile, ma tu trova il coraggio di fermarti qualche minuto per prendere in mano la tua vita.

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