Lo zampino del diavolo
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Lo zampino del diavolo


Pensavo di aver finito di scrivere ma ecco che salta fuori lo zampino del diavolo. Sembra tutto così facile, così semplice: basterebbe seguire gli otto punti prescritti una volta al giorno prima dei compiti... ma così non capita tutti i giorni perché c’è sempre qualcuno che manda a monte tutto ed il diavoletto, che sembra farlo apposta, salta fuori, proprio nei momenti di silenzio, di preghiera e si veste in mille modi pur di distrarci e di attrarre non solo l’attenzione ma il cuore.

« Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano » (Marco 1,12-13).

Marco, in breve, ci presenta le tentazioni di Gesù che durarono quaranta giorni!...
Gli altri evangelisti, Luca e Matteo, ci dicono anche come fece Gesù a vincere: con la parola di Dio, rimanendo attaccato con tutte le sue forze al Padre.
Anche noi dovremmo fare così:

Primo consiglio: Renditi conto che il momento della preghiera non è superfluo, è un momento importante e fondamentale per la tua vita di uomo e di cristiano. Dimentica allora tutto ciò che può riempire il tuo cuore e la tua mente, immagina di essere su un’isola deserta: il passato è trascorso da secoli, il futuro è molto lontano. C’è solo l’« oggi », l’« ora ».

Secondo consiglio: Prendi una posizione comoda ma non troppo, seduto sui talloni o a gambe incrociate. Non stare sdraiato o troppo a lungo in ginocchio.

Terzo consiglio: Scrivi sempre quello che pensi o quello che preghi, senza preoccuparti dell’italiano corretto, della bella calligrafia. Nessuno dovrà leggere quello che scrivi, servirà a te per non perdere la concentrazione e cominciare a fantasticare. E ti servirà per valutare meglio il tuo lavoro alla fine della meditazione.

Quarto consiglio: Non affannarti, per passare da una partita a pallone a un momento di preghiera ci vuole un certo lasso di tempo. Anche quando entri in chiesa, il primo lavoro da fare è quello di accorgerti della presenza del Signore. I musulmani si lavano sette volte prima di pregare, noi spesso preghiamo mentre ci laviamo o ci mettiamo il pigiama.

Quinto consiglio: Usa sempre un buon libro di

meditazione oppure prendi un breve brano del vangelo e leggilo con calma. Non pretendere di pregare sempre e solo spontaneamente. Se qualche volta ci riuscirai, ringrazia il Signore.

Sesto consiglio: La preghiera è un dono, è frutto dello Spirito Santo. Sii docile, fidati del Signore, vivi tutta la tua giornata in Lui e nell’attesa di questo incontro. Programma la tua giornata mettendo al primo posto l’orario della preghiera e poi fa girare attorno tutto il resto. Allora... il diavoletto salterà ancora fuori ma chissà che non ci lasci lo zampino!...

Mio Signore, senza di te

il sole non risplenderebbe in cielo,
la luna non illuminerebbe la notte,
la rugiada non bagnerebbe l’erba.
Noi non potremmo avere
il dono della vita.

Ivo, 10 anni


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